amore per la conoscenza

luisa paola fenoaltea, Greccio

istruzione radice
della
conoscenza

…una forza che sgorga dallanima…

“Nel 1676 un altro grande genio della storia della filosofia, Leibniz, andò a trovare Spinosa all’Aia, in Olanda, dove viveva. 

…dialogo im…possibile!
Voorburg, Aia, 1676

L: “Caro Baruch, mi hanno detto che tre anni fa hai rifiutato la cattedra a Heidelberg, dando delle motivazioni alquanto singolari. Ti prego, spiegamene il motivo.
S: “Vedi caro Gottfried, io non cerco gli onori, il clamore o una vana gloria passeggera. Mi sono ripromesso, fin da giovane, di ricercare se vi fosse un Vero Bene, ottenuto e trovato il quale, io potessi godere in eterno imperitura letizia. Questa è la mia filosofia: tutto è questa infinita Sostanza che si dispiega secondo i suoi modi e attributi. A me interessa solo questo amore intellettuale per questo Dio che è in tutte le cose.
E questa cattedra avverto che potrebbe togliermi il bene più prezioso, ovvero la tranquillità dell’anima, che è la felicità che tutti cerchiamo, affannandoci nel turbine delle passioni”.
L: “Ma caro Baruch, l’alternativa quale sarebbe? Startene qui in questo studio di ottico, con le tue lenti? Non me ne capacito! Un genio del tuo calibro!? Mentre il mondo è pieno di mediocri, di arrampicatori, e predicatori di vecchie filosofie”.
S: “Vedi amico mio, la mia filosofia è esattamente come questo lavoro con le lenti. Il mio compito è quello di aggiustare la visione, di correggere e ripulire l’occhio della conoscenza, che è il nostro intelletto. A me interessa emendare l’intelletto di tutte le sue deformazioni e sporcizie, di tutte le sue superstizioni e cataratte. A me interessa che gli esseri umani diventino finalmente liberi. Liberi di pensare con la propria testa, e di potere criticare e studiare perfino le sacre scritture e metterle in discussione.
Per contemplare la delizia di questa conoscenza che porta alla Verità.
L: “Ma l’accademia ha bisogno di te! Abbiamo bisogno dei tuoi scritti e delle tue lezioni! Ti prego pensaci Baruch!
S: “Caro Leibniz, ti ringrazio davvero delle tue parole. Ma la mia decisione è presa. Nell’accademia, nell’università, così come è concepita, io vedo solo un impedimento alla ricerca della verità delle cose. Vedo dei sonnambuli, delle vivisezioni di cadaveri, vedo dei cortigiani, degli accumulatori di pensieri altrui, privi di qualunque virtù interiore. Incapaci perciò di vivere, e dunque di insegnare.
A me interessa solo questa Forza che sgorga da un’anima unificata. A me interessa solo stare bene. E qui ho raggiunto quello che desidero.
E un giorno vi saranno filosofi che sapranno apprendere questa verità essenziale, che seguiranno solo il sapore fresco e genuino della libertà e proseguiranno questo tracciato e andranno oltre le nostre intuizioni.
Cosa importano le università in quanto tali, se non sono al servizio della ricerca della verità? Se non servono ad aiutare gli esseri umani, ad educarli alla loro grandezza? Che cosa serve la conoscenza, la saggezza, la sapienzqa se non ad elevare, a liberare, a guarire e illuminare gli esseri umani, donando loro quel bene che è l’esperienza di un Infinito Amore?»”

avere cura dell'amore

amore
per il mondo

La percezione nel riconoscere una “verità” non sempre è subordinata dalla “certezza” imposta dalla ragione…che potrebbe alle volte (anche) non supportarla…

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