lba

Palermo

Domenicale
Guardare oltre
Anche le parole che ora diciamo il tempo nella sua rapina ha già portato via e nulla torna (I, 11) «Odi» Orazio
Le cose si trasformano l’una nell’altra secondo necessità e si rendono giustizia secondo l’ordine del tempo. Anassimandro
…attraverso l’armonia
Se più dolcemente di Orfeo, che gli alberi anche commosse, tu modulassi la cetra, il sangue non tornerebbe all’ombra vana... Duro destino, ma meno grave si fa, col sopportare, tutto ciò che far tornare a ritroso è impossibile (I, 24) «Odi» Orazio
Sempre caro mi fu quest'ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l'eterno, E le morte stagioni, e la presente E’ viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s'annega il pensier mio: E il naufragar m'è dolce in questo mare. «Infinito» Leopardi, Giacomo. Canti
Si apre a questo vento dolce di primavera il chiuso gelo dell’immobile stagione e le barche tornano al mare... Adesso dobbiamo intrecciare corone e ornarcene il capo (I, 4) «Odi» Orazio
«Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d'etterno consiglio, tu se' colei che l'umana natura nobilitasti sì, che 'l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l'amore, per lo cui caldo ne l'etterna pace così è germinato questo fiore. Qui se' a noi meridïana face di caritate, e giuso, intra ' mortali, se' di speranza fontana vivace. Donna, se' tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disïanza vuol volar sanz' ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fïate liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s'aduna quantunque in creatura è di bontate.» Dante, canto XXXIII, Paradiso
Tra un fiore colto e l’altro donato l’inesprimibile nulla Eterno, G. Ungaretti, L’allegria
Vivaldi: «quattro stagioni»
Primavera
estate
autunno
inverno
Orientamento 3^B La vendemmia 1^A - 1^B Origine vita 3^B la martorana 2^A - 2^B RICICLO
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Palermo

Domenicale
Guardare oltre
Anche le parole che ora diciamo il tempo nella sua rapina ha già portato via e nulla torna (I, 11) «Odi» Orazio
Le cose si trasformano l’una nell’altra secondo necessità e si rendono giustizia secondo l’ordine del tempo. Anassimandro
…attraverso l’armonia
Se più dolcemente di Orfeo, che gli alberi anche commosse, tu modulassi la cetra, il sangue non tornerebbe all’ombra vana... Duro destino, ma meno grave si fa, col sopportare, tutto ciò che far tornare a ritroso è impossibile (I, 24) «Odi» Orazio
Sempre caro mi fu quest'ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l'eterno, E le morte stagioni, e la presente E’ viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s'annega il pensier mio: E il naufragar m'è dolce in questo mare. «Infinito» Leopardi, Giacomo. Canti
«Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d'etterno consiglio, tu se' colei che l'umana natura nobilitasti sì, che 'l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l'amore, per lo cui caldo ne l'etterna pace così è germinato questo fiore. Qui se' a noi meridïana face di caritate, e giuso, intra ' mortali, se' di speranza fontana vivace. Donna, se' tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disïanza vuol volar sanz' ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fïate liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s'aduna quantunque in creatura è di bontate.» Dante, canto XXXIII, Paradiso
Tra un fiore colto e l’altro donato l’inesprimibile nulla Eterno, G. Ungaretti, L’allegria
Vivaldi: «quattro stagioni»
Primavera
estate
autunno
inverno
Orientamento 3^B
Come questa pietra è il mio pianto che non si vede. La morte si sconta vivendo
«Sono una creatura» Giusepe Ungaretti
Vendemmia 1^A - 1^B Origine vita 3^B la martorana 2^A - 2^B RICICLO